Che aria si respira a Trieste: campagna per il monitoraggio del biossido di azoto (NO2)

Con questo progetto il circolo Verdeazzurro di legambiente, dopo le esperienze maturate con le centraline Luftdaten, per l’analisi delle polveri sottili, ha esteso le attività di monitoraggio al biossido di azoto. L’elemento di continuità dei due progetti è l’adesione ai criteri fondamentali della Citizen Science e cioè il coinvolgimento dei cittadini e quindi delle pratiche di cittadinanza condivisa.

Questa prima fase del progetto è caratterizzata dall’adesione di numerose attività commerciali (negozi, ristoranti, ecc) che hanno messo a disposizione i propri spazi per l’installazione dei radielli in alcuni punti della città caratterizzati da un alto volume di traffico. A tutti rivolgiamo il nostro sentito ringraziamento per la loro disponibilità e per la condivisione del progetto. La campagna è basata sull’attivazione di 19 radielli, posizionati nelle aree della città maggiormente interessate da traffico urbano.

La seconda fase, preceduta dalla condivisione dei risultati e da una adeguata sollecitazione sui problemi della qualità dell’aria ecd i rischi derivanti da alte concentrazioni di biossido di azoto sarà indirizzata alla ricerca dell’adesione di soci, simpatizzanti e di tutti i cittadini che ritengono di impegnarsi per il miglioramento dellaqualità dell’aria.

Alla realizzazione del progetto ha contributo COOP Allenaza 3.0 mediante l’iniziativa “Più Vicini”.

Che cosa c’è da sapere

Si riportano in modo schematico le principali informazioni riguardanti il biossido di azoto (NO2)

Che cosa è

Il biossido di azoto è un gas di colore bruno-rossastro, poco solubile in acqua, tossico, dall’odore forte e pungente e con forte potere irritante

Inquina l’aria?

E’ un inquinante a prevalente componente secondaria, in quanto è il prodotto dell’ossidazione del monossido di azoto (NO) in atmosfera; solo in proporzione minore viene emesso direttamente in atmosfera.

Chi lo emette?

La principale fonte di emissione sono il traffico veicolare; altre fonti sono gli impianti di riscaldamento civili e industriali, le centrali per la produzione di energia e un ampio spettro di processi industriali

E’ pericoloso per la salute?

L’esposizione a breve termine può causare una diminuzione della funzionalità polmonare, specie nei gruppi più sensibili della popolazione, mentre l’esposizione a lungo termine può causare effetti più gravi come un aumento della suscettibilità alle infezioni respiratorie.

Quali sono i limiti di tollerabilità?

Valore Limite (media) annuale per la protezione della salute umana: 40 μg/m³

Valore Limite orario (media oraria): 200 μg/m³ e non deve essere superato più di 18 volte all’anno

Soglia di Allarme: scatta se la concentrazione di NO2 supera 400 μg/m³ per 3 ore consecutive,

Recentemente l’OMS ha proposto di abbase i limiti di tollerabilità. I nuovi valori proposti sono i seguenti:

il valore annuale passa da 40 a 10 µg/m³ e viene introdotto un valore sulle 24 ore pari a 25 µg/m³

Sistemi di analisi

L’analisi dell’NO2 richiede apparecchiature che sono in dotazione ai laboratori pubblici quali ad esempio le agenzie regionali per l’ambiente (ARPA) che gestiscono le reti di monitoraggio allestite nella maggior parte dei centri urbani. Il monitoraggio dei principali inquinanti è realizzato prevalentemente attraverso analizzatori automatici che forniscono dati in continuo ad intervalli temporali regolari (cadenza oraria o giornaliera); in alcuni casi particolari questi dati vengono integrati con misurazioni di laboratorio.

Tuti soddisfatti? Non proprio. Le esperienze maturate inuna città come Trieste nell’affronatre casi particolarmente problematici (inquinamento dei giardini pubblici, impianto a caldo della ferriera di Servola, ecc dimostrano che paure e dubbi sono generati da una cattiva o carente informazione. La comunicazione ambientale non rappresenta in modo adeguato informazioni e dati prodotti dai sistemi di monitoraggio. Dove trovo i dati riguardanti l’analisi dell’aria, le stazioni di monitoraggio sono lontane dalla mia casa, il numero delle stazioni copre soltanto pochi punti della città, le informazioni rese disponibili non sono chiare, cosa e come fare per migliorare le informazioni ambientali; questi e altri interrogativi si possono cogliere nelle richieste di chiarimento di coloro che si rivolgono alla nostra associazione.

Cittadinanza attiva e Citizen Science. la maggior parte degli interrogativi sollevati da cittadini e associazioni trovano una esauriente risposta. Infatti non sempre le informazioni rese disponibili dalle reti di monitoraggio soddisfano le aspettative di associazioni e cittadini sempre più preoccupati dellincidenza della cattiva qualità dell’aria sulla salute umana. Proprio per questo si sta sempre più diffondendo la partecipazione dei cittadini alle attività di monitoraggio. Questa è resa possibile da sistemi di analisi basati sull’impiego di sistemi estremamente semplici e non costosi. Le tecniche sono messe a punto da organizzazioni a cui forniscono consulenze e soluzioni ricercatori e tecnici.

Radielli: il campionamento passivo dell’NO2

Sono campionatori passivi che permettono la misura della qualità dell’aria all’aperto o al chiuso. Sono costituiti da un dispositivo, generalmente di forma cilindrica, che ha la funzione di filtrare l’aria e farla diffondere verso una cartuccia adsorbente. Il radiello viene esposto all’aria per un determinato perdiodo di tempo (dqualche settimana) dopo di che verrà iviata al laboratorio per le analisi.

La campagna di Legambiente Trieste

Nel mese di marzo 2024 è stata attivata una prima campagna di monitoraggio dell’NO2 che rappresenta un elemento di continuità per ciò che concerne l’impegno dedicato da Legambiente Trieste alla valutazione della qualità dell’aria. Valga come esempio l’iniziativa dedicata al monitoraggio delle polveri sottili mediante la diffusione delle centraline Luftdaten che hanno coinvolto cittadini e scuole.

L’iniziativa per il monitoraggio dell’NO2 è consistita nella collocazioni di 19 radielli in alcune zone della città scelte per l’alto volume di traffico. E’ significativo ricordare che per la collocazione dei radielli è stata fatta la scelta di coinvolgere i gestori di locali pubblici della città quali ad esempio caffè, ristoranti, ecc che sono stati opportunamente informati mediante la consegna di una brochure informativa. I punti prescelti sono rappresentati in una mappa che verrà poi utilizzata per la rappresentazione dei risultati.

Risultati

La campagna che ha interessato numerose vie della città ha messo in evidenza un trend abbastanza preoccupante. I criteri adottai per la rappresentazione dei dati fanno riferimento al limite di 10 ug/mc suggerito di recente dall’OMS. I valori scaturiti dall’analisi dei 19 radielli sono stati comparati con tale limite rappresentando in mappa il fattore di superamento. Emerge così che il solo dato in linea con il limite OMS è quello di Borgo Grotta Gigante. La situazione peggiore (fattore 8) è quella che si riscontra in Via del molino a vento; seguono inr ordine di inquinamentocon, con un fattoe 6, Via Carducci, Via Mazzini e Via della Ginnastica; 6 campino su 19 (Via del Bosco, Via Battisti, Via Valdirivo, Via Udine, Via Miramare e Via del Coroneo superano 5 volte il limite OMS; in 6 vie – Carli, Benco, Madonna del mare, Torre bianca, Rittmyer e Palestrina il fattore scende a 4; infine in un solo caso – P.za Casali – è stato registrato un fattore di superamento pari a 3. Si tratta quindi di un risutato che dovrebbe essere presoin seria considerazione. Volendo comunque far riferimento al valore limite fissato dalla normativa nazionale di 40 ug/mc si deve constatare che i 19 punti analizzati hanno una concentrazione media pari a 49 ug/mc superando quind, sia pure dipoco, il citato limite di ammissibilità. In conclusione la questione No2 a Trieste andrebbe affrontata con serietà e con una certa sollecitudine, da questa dipende lo stato di salute della popolazione.

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